E' arrivato l'invasor

Non s'odono ancora in lontananza i tuoni delle cariche che rimbombano in fondo alla valle.
Eppure l'intervista di stamattina concessa da Stanlio Olli Rehn alla Repubblica, che di repubblicano non ha piu' nulla e potrebbe tranquillamente chiamarsi La Monarchica, dovrebbe averci allertato. Dovremmo essere non qui seduti ai tavoli settecenteschi, ma in camera a preparare gli zaini, molta lana, rinforzi alle ginocchia, scarpe asciutte.
Eh beh.
Se solamente fossimo snebbiati e non sottoposti a chiassaquale narcotico che forse ci solleverà dei suoi effetti fra una paio di decenni.

Quando e come è stato che noi abbiamo investito questo finlandese del potere sufficiente a imporci decisioni di politica economica che determinano il nostro modo di vivere, che smantellano ogni giorno, passo dopo passo, la NOSTRA democrazia e i suoi dispositivi?
Hai, tu, mai votato un finlandese a capo del nostro governo, autorizzandolo e investendolo plebiscitariamente del potere sufficiente e decidere per te?
No?
Ecco, appunto.
E allora come mai questo tale, che il 95% del popolo italiano, sovrano fino a prova contraria, nemmeno conosce compare su uno dei due maggiori quotidiani del paese e ci detta i compiti.
Senza nemmeno la bonomia o la comprensione di chi vuol mascherare un'imposizione.
Con la freddda aggressività dell'O così o niente.
Gliel'hai dato tu questo permesso?
Non hai niente da dire in proposito?
Egli comincia col dire che il fondamento dell'Europa è lo “scetticismo”.
Scetticismo stocazzo
Il fondamento dell'Europa, la nostra Europa, è la solidarietà inter-nazionale.
Egli prosegue con l'affermare che non abbiamo libertà di scelta sulle nostre politiche, sulle nostre decisioni.
Che dobbiamo tagliare pensioni e stipendi pubblici (sì bello, sì caro, spending review significa questo…); e che dobbiamo privatizzare, ossia vendere, VENDERE, le partecipazioni in imprese nazionali strategiche (energie, metalmeccanica pesante, tecnologie, militare).
Perchè di comperare le caserme diroccate non gliene frega un bel niente a nessuno.

Perfetto, la risposta?
Dei sissignore che durano da tre anni. Mentre mezzo mondo dice che queste sono fesserie economiche, lo dicono i premi nobel, lo scrivono giornali progressisti e più o meno conservatori (NYT, FT, WSJ), lo sanno ormai tutti.
Sissignore, certo capo.
E noi, come Nazione sovrana, fino a prova contraria, abbassiamo il capino e torniamo a riscrivere il tema.
Sotto la gente peggiora in qualità della vita (oggi dicono che il ceto medio sostiene le tasse del paese, bella novità, la disoccupazione fa il record ogni giorno, i conti peggiorano perchè la ricetta è sbagliata).
Il presidente della Repubblica si fa garante.
Il presidente del consiglio si fa garante.
E sotto, sotto nella filiera, il maggior partito della sinistra (?), si fa garante.
Ossia tiene buono il popolo.
Perchè questo sta facendo il Partito democratico, tiene buono il popolo mentre Olli Rehn lo squoia.
E, spiace dirlo, questo stanno facendo le organizzazioni dei lavoratori: tengono buoni i lavoratori, mentre Olli Rehn li squoia, se non altro non scrivendo a chiare lettere la verità.
Perchè?
Il motivo presunto è che siamo in “emergenza”.
Siamo in emergenza da tre anni.
Ma quanto cazzo dura un'emergenza, mie care fate turchine?
Hai mai sentito una sirena di emergenza suonare per tre anni di fila?
Ti dice niente?
Questa è ormai la normalità, non l'emergenza; la loro normalità
E' ovvio che, in una situazione del genere, il popolo ha reazioni discutibili, irrazionali.
E tu le chiami “populismo”, e condanni e fustighi.
E, per carità, pure io.
Ma mentre torturi un cristiano, ti stupisci se grida?
Lo biasimi?
“Siamo in emergenza, popolo sovrano, e quando smettiamo di frustarti sarà finita l'emergenza”.
Nel frattempo pace e bene.

Questa è un'invettiva, lo si sarà capito.
Non contro Olli Rehn, che fa il suo mestiere, nè contro la Merkel, che bada ai fatti suoi, nè contro alcuni investitori, che contano i profitti dei loro investimenti.
Ma nemmeno contro i “populisti”, che lucrano sul malessere del popolo.
Bensì contro l'ipocrisia, che se non è ipocrisia è ignoranza, di chi non riconosce i fatti, o non li vuole riconoscere, o per le sue orrende tattiche di breve periodo si rifiuta di fare la cosa giusta.

“Compagni”, diceva quello, “i fatti non ci hanno capito”.

Ma sei tu che devi capire i fatti, ovviamente.
E non capirli, e non stare dalla parte giusta, credimi, porta male.
Porta molto, molto, molto male.
Evviva Olli Rehn, evviva la Repubblica.

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blog/e_arrivato_l_invasor.txt · Ultima modifica: 2013/12/03 12:08 da mattia